Quarta parete
Data: 06/11/2018-28/11/2018 Categoria: Cultura, Nessuna
Organizzatori
Descrizione:

La rassegna di Cinema di Montagna in collaborazione con il PostModernissimo e il Trento Film Festival alla sua quarta edizione. Apri evento Facebook


Martedì 6 Novembre, ore 21.00
Paola Gigliotti: una vita, tante vite
Una delle più grandi figure alpinistiche della storia dei Sibillini e non solo, torna a Perugia per una conferenza imperdibile. Il filo rosso della sua avventura, tra Calabria, Umbria, Appennini, Africa e Himalaya.
A seguire anteprima di
Uomini e fuochi, cortometraggio documentario prodotto da PostMedia, la casa di produzione di PostModernissimo, per la regia di Andrea Frenguelli.

 

Mercoledì 7 novembre, ore 19.30
Oltre il confine
Regia di Andrea Azzetti e Federico Massa   Italia 2016 / 65'

Film dedicato alla nobile figura di Ettore Castiglioni, accademico del CAI, compilatore di guide alpinistiche CAI-TCI, musicista, morto assiderato in alta Valmalenco nella primavera del 1944, durante la sua fuga dalla prigione svizzera del passo Maloja, accusato di espatrio clandestino.
Ettore Castiglioni fu una delle figure più complesse e rappresentative dell’alpinismo del periodo compreso tra le due guerre. Attivissimo scalatore con più di 200 prime ascensioni, tra cui quelle sulla Presolana, nelle Dolomiti di Brenta e sulla parete Nord Ovest del Pizzo Badile, Castiglioni è divenuto una leggenda nell’ambiente alpinistico. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, svestita la divisa da ufficiale dell’esercito, aiutò perseguitati ed ebrei a fuggire dall’Italia. Lungo la linea di confine tra l’Italia e la Svizzera, si giocherà il confronto con la scalata più impegnativa di Castiglioni, quella con la sua vita e di tutti quelli che accompagnò altruisticamente verso un futuro in cui sperare.


Martedì 13 novembre ore 21.00
The last honey hunter
(di Ben Knight, USA/2017/35’)

Nelle montagne avvolte dalla nebbia della valle del fiume Hongu, in Nepal, i Kulung praticano un'antica forma di animismo strutturata attorno alla figura del dio Rongkemi. Un uomo magro e senza pretese di nome Mauli Dhan Rai si ritiene sia stato scelto dagli dei per il pericoloso rito della raccolta del miele.
Huruca
(Erick Grigorovski, BRA CAN/2017/8’)
Hugo e Lipe sono di nuovo in parete, una guglia remota in mezzo ai ghiacciai, per affrontare tutte le sfide dell’arrampicata alpina: roccia ghiacciata e umida, scarsa comunicazione tra loro, demoni interiori, selfie e il tempo gelido e mutevole.

 

Mercoledì 14 novembre, ore 19.30
Sotto la giungla, il fiume

Regia Claudio Norza -Filmfestival di Trento 1997- 30
Il Circolo Speleologico Romano, guidato dal prof. Valerio Sbordoni, torna in Messico per la decima spedizione in Chiapas. L’obiettivo è studiare il riemergere di un enorme altopiano carsico, dove il C.R.S. ha già esplorato numerosi inghiottitoi, esplorare una grotta e studiare le forme di vita presenti. Le esplorazioni si susseguono fino al momento in cui un uragano riversa sulla foresta tropicale una pioggia torrenziale. La grotta si allaga intrappolando i 5 esploratori.
Lumen zero
Regia Fotografia e Produzione Adalberto Frigerio, 1969, 27’
Quattro giovani, durante l'esplorazione di una caverna già conosciuta scoprono un ramo concrezionato di rara bellezza. Un lieve incidente occorso ad una compagna, li costringe però ad una difficoltosa risalita. Interessante film a colori di speleologia, in cui è ipotizzata una esplorazione-tipo in caverna.


Martedì 20 novembre ore 21.00
Itaca nel sole - cercando Gian Piero Motti
(di Natale Fabio Mancari e Tiziano Gaia, ITA/2018/76’)
"Itaca nel Sole" è una via di arrampicata aperta sulle pareti della Valle dell’Orco, in Piemonte. Tra gli scalatori, la sua fama è dovuta non tanto alla pur notevole difficoltà tecnica, ma alla carica simbolica che ancora oggi fa presa su legioni di climbers e appassionati. L’immagine di Itaca è legata a un personaggio eccezionale: Gian Piero Motti. Alpinista, scrittore e filosofo della montagna, Motti ha incarnato i dubbi e le ansie di una generazione al bivio. Attraverso testimonianze, foto e materiali d’archivio, la sua vicenda viene scandita attraverso i suoi celebri scritti.

 

Mercoledì 21 novembre, ore 19.30
Cime e meraviglie
Regia Fotografia e Produzione Samivel, 1959, 54'
Premiato al Filmfestival di Trento 1952.
Questo film di Samivel rappresenta “il mondo dell’alpe”, così com’esso appariva, soprattutto nella un po’ ingenua ma quanto appassionata fantasia di alpinisti e escursionisti nel 1952. Ma il film non è fantastico: la macchina da presa - attraverso gli occhi e lo spirito arguto dell’eclettico artista padre della cultura francese di montagna, scrittore, disegnatore, acquarellista e poeta - è andata alla ricerca degli angoli più quieti, luminosi ed anche sconosciuti dei monti. La scoperta - quella visione artistica dell’alpe – ne moltiplicò gli amanti.


Martedì 27 novembre ore 21.00

Finale ‘68
(di Gabriele Canu e Michele Fanni, ITA/2018/66’)
Nel maggio 2018 Finale festeggera' 50 anni dall'apertura della prima via sulle sue pareti. Da questa ricorrenza nasce l’idea del film: dar luogo ad un'avventura dietro casa, seguendo due direttrici di senso, uno spazio noto: Finale e un tempo circoscritto e definito: gli anni tra il 1968 ed il 1975 Protagonisti di questo wandering verticale saranno i primi itinerari alpinistici che segnarono la fase esplorativa della Pietra del Finale.Seguiremo le orme dei pionieri e se possibile ne incroceremo le rotte, ascoltando dalla loro voce i sogni, le promesse e le paure che li portarono a navigare per quella fitta macchia, tra lecci, timo e rocce.


Mercoledì 28 novembre, ore 19.30
Verso dove
(Kurt Diemberger)
Regia di Luca Bich  ITALIA / 2014 / 51'
Un uomo cammina per luoghi più o meno conosciuti, vaga come cercasse di calpestare porzioni di terre ignote, mai calcate prima. Cammina e osserva il mondo che scorre davanti a suoi occhi cercando di fissarlo di congelarlo in uno spazio e tempo "altro", sulla celluloide della sua vecchia cinepresa. Quest'uomo è Kurt Diemberger, alpinista e cineasta di vette rarefatte e terre lontane. Ha 82 anni, non vive nel passato, ma nell'"adesso", come se esplorasse di continuo la terra che scorre sotto i suoi passi, per luoghi a lui cari, l'Austria, l'Italia, le Dolomiti; come se continuasse ad indagare in quello sguardo del suo "io" che la osserva. "Verso dove" racconta questo viaggio non chiedendo tanto a Kurt una direzione, quanto piuttosto chiedendogli conto del suo stato percettivo, dell'esistente, in un presente compenetrato di sguardi contemporanei e antichi, di visioni che costituiscono il suo "ora", il suo passato e il suo futuro.

 

con il contributo di

Testi cicli              Becchetti Arredamenti
www.testicicli.it         www.becchetti.it

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