IN VALSORDA ED OLTRE il Serrasanta il monte Nero il Penna
Data: 30/01/2020- Categoria: Escursionismo, Seniores
Organizzatori RICCI VINCENZO
GAGGIOLI VINCENZO
CROTTI DANIELE
BELLEZZA LUIGI
Descrizione:

L'escursione prevede la salita al Serrasanta dal parcheggio sotto l'eremo, la traversata sulle varie cimette, monte Nero in primis, fino al monte Penna con ritorno per il sentiero ufficiale modidìficandone però l'ultimo tratto. La neve è tarda a imbiancarci. Ecco allora, abbandonate a casa le ciaspole, a ripercorrere gli spazi aperti di questi monti al e sul confine umbro-marchigiano.

La Carta dei sentieri 1:25000 della Monti Editore (CAI Fabriano), MONTE GIUOCO DEL PALLONE - MONTE PENNA, ci conduce lungo questo itinerario. Lasciamo le vetture al parcheggio sotto l'eremo di Serrasanta (siamo sui 1300...). Saliamo lungo la carrareccia ai prati soprastanti, per raggiungere subito la vetta del Serrasanta a 1343 m. Da qui verso sud-est tocchiamo L'Uomo di Sasso (1389 m), indi a sud saliamo sulle creste del monte Nero (la cima è data a 1411 m), si scende alla Val del Pero (1336 m) e si risale, questa volta sul monte Penna, 1431 m dapprima e 1432 m successivamnte (sali e scendi, scendi e sali...). Uno sguardo a 359° e si scende a mezza costa, ora in pieno territorio gualdese, per seguire il tracciato sentieristico sotto il Nero fin poco sopra la fonte dei Brozzi. A quota 1265 m ci manteniamo bassi (ma non troppo) e, la direzione è tutta verso ovest, seguiamo le tracce di un sentiero sopra Selvolina, che ci porta a 1225 m. Siamo sopra la Balza  di Mezzogiorno, che evitiamo, per salire in direzione nord-est all'eremo del Serrasanta (1343 m). Da qui in breve, appongiandoci, chi vuole, alla staccionata (stanchi? vecchietti? incerti?) scendiamo alle vetture (se ancora ci sono). E poi tutti al bar di Clelia (il ristorante è in questo periodo aperto solo in città; del bar non lo sappiamo ma sarà pur'esso serrato), ove sulle tavolate antistanti ci gusteremo una fetta di panettone (chissà se con o senza uvetta?). E siamo a 1004 m. Speriamo che le condizioni atmosferiche siano clementi.

Lunghezza Percorso: 13 km circa Dislivello: 600 m circa Durata stimata: 4 ore più le soste
Difficoltà: E Indicazioni: Proteggersi ed equipaggiarsi secondo le proprie esigenze e valutando il periodo dell'anno e della giornata. Portare con sé liquidi (acqua in primis) e cibi solidi (ma leggeri) per placare crisi ipoglicemiche potenziali.
Modalità  e mezzi: Auto proprie
Appuntamento

Borgonovo ore 7.30

Collestrada alle ore 7.50 e/o a Pianello ore 7.50 (bar La dolce vita al distributore IP): si esce dalla superstrada a Pianello e si prosegue per 500 mt sulla vecchia SS di Valfabbrica. D. Crotti aspetterà a Pianello chi qua per comodità vorrà venire. Grazie.

Rientro nel primo pomeriggio.

Iscrizione/Prenotazione:

Come sempre nel sito CAI PG.

Approfondimenti:

Siamo nel gualdese. A Gualdo il Museo Civico Rocca Flea è in una fortezza considerata il capolavoro di Federico II e conserva opere interessanti di Matteo da Gualdo e dell'Alunno; la chiesa monumentale di san Francesco è uno splendido esempio di architettura francescana; il Museo Opificio Rubboli (lo visitammo anni addietro, come tutte le altre peculiarità che stiamo citando) è degno di visita (prendetene nota e andateci in altra occasione con i vostri cari o amici o anche da soli), il Museo della Ceramica in Casa Cajani è altresì suggestivo (è la meta finale dopo aver sostato nelle altre strutture che legano indissolubilmente questa cittadina all'arte della ceramica e della maiolica), ma è il Museo dell'Emigrazione Pietro Conti il dettaglio più ricco e stupefacente (apre alle 16.00) di questo borgo non certo tra i più belli dell'Umbria, ma comunque ricco di storia e storie, come tanti altri luoghi di questa nostra regione...

Ma a noi, oggi, interessano i percorsi naturalistici, che i depliant del posto ci descrivono così: "il territorio è un'esplosione di boschi, valli e distese di prati aperti sulle gole da cui si assiste a panorami incantevoli. Meta obbligata per i turismi e gli escursionismi [così come per turisti ed escursionisti] è la VALSORDA [non la Val Solda del delicato e affascinante Piccolo Mondo Antico del Fogazzaro e di Mario Soldati, doveroso ricordarlo, che oltre a questo amò anche Daniele Cortis e Marina di Malombra], splendida vallata dotata di servizi e strutture recettive [ma non in stagioni invernali]. Dalla Valsorda [ecco, noi faremo così] si raggiunge l'Eremo del monte Serrasanta [al rientro lo toccheremo], dedicato alla Santissima Trinità [non quella dei Monti nella disastrata capitale italiana]. Nei boschi si raccolgono funghi e tartufi[e non sapete quanto ci tengono i gualdesi, detti "paccottari" dagli odiati nocerini; lo sapevate?]."

Allegati: Gualdo Tadino.docx
Bloc note ciaspolata.docx
Sommità prativa al Serrasanta e oltre.docx
La Valsorda non certo in inverno.docx
Valsorda innevata.docx
Quota di partecipazione: Come al solito: obolo agli autisti. Contatta gli organizzatori:

Vincenzo Ricci 3336372943 (referente di città)

Vincenzo Gaggioli 3348980349 (supporto centrale)

Daniele Crotti  3297336375 (referente di periferia)

Bellezza Luigi 3495779126 (supporto periferico)