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Descrizione: Vi sarete chiesti come mai un titolo del genere per un’escursione.
Ogni paese e luogo hanno una propria storia silente e misteriosa da scoprire e raccontare e spesso per i più sconosciuta.
Celle sul Rigo è un piccolo borgo di neppure 400 abitanti e come ogni piccolo borgo del nostro territorio, nasconde tanti tesori e tante sorprese. Il suo nome, così particolare, potrebbe essere fatto risalire alle celle vinarie delle grotte che si trovano sotto il paese, scavate nel tufo e utilizzate come rifugi in tempo di guerra e come cantine attualmente.
Dopo aver visitato nelle precedenti escursioni prima la Val di Chiana e poi la Val d’Orcia, con questa escursione ci accingiamo a visitare la cosiddetta Alta Val di Paglia.
L'Alta Val di Paglia si chiama così perché, nonostante nel tratto specifico tra Radicofani e San Casciano dei Bagni scorra il torrente Rigo, quest'ultimo è un affluente del fiume Paglia.
La valle prende il nome dall'asta fluviale principale.
Il nome "Val di Paglia" identifica l'intera area geografica e geologica ed è caratterizzata dai calanchi.
Si ma Pici e Carducci cosa c’entrano con la con le località?
Ebbene dovete sapere che questo paese risulta il primo paese ad aver inventato questa tipologia di pasta ed è proprio qui che esattamente nel 1969, cioè ben 56 anni fa, è stata organizzatala prima sagra del picio ai sughi tipici di Chianina e all’Aglione e quindi Celle ne è considerato il paese inventore.
Dopo questa prima parentesi passiamo alla descrizione del percorso.
L’inizieremo percorrendo una stradina in leggera discesa.
La percorreremo dolcemente ammirando già i primi panorami fino ad arrivare ad un primo guado.
Un guado divertente da attraversare visto la pochissima acqua che troveremo in questa stagione, può anche essere evitato attraversandolo tramite un antico ponte in ferro ridotto ai minimi termini ma praticabile con la massima attenzione e transitandovi uno alla volta ma ripetiamo è solo per scenica e da foto ma non per utilità. (Denominato località "La Passerella")
Da qui continueremo per qualche metro in pianura fino ad un rudere ricoperto di spini, per poi percorrere una irta lunga poche centinaia di metri fino ad arrivare ad un luogo magico, così lo definiamo noi e non soltanto noi ma ben apprezzato dagli abitanti e viandanti che percorrono la zona chiamato Località "Casal Maestro". Percorrendo un circa 200 m a/r potremo soffermarci ad ammirare dei meravigliosi "calanchi e biancane" il punto di veduta si chiama "il Belvedere"
Panoramico e speciale dove fare la cosiddetta e desiderata pausa banana.
Perché magico? Ricollegandoci al titolo dell’escursione ecco la sorpresa e qui vogliamo aprire una seconda ed importante parentesi.
Per chi non lo sapesse, credo quasi tutti, qui soggiornò dal 1851 al 1855 Giosuè Carducci.
Il padre infatti ne fu stato medico condotto e Giosuè, prima di andare a completare i suoi studi a Pisa trascorse qui un lungo periodo di cinque anni (dai suoi 20 a 25 anni di età)
A Celle ha dedicato anche un sonetto intitolato “Sopra Celle”.
Faremo una sosta e mangeremo qualcosa, come già detto sopra, proprio in questo angolo di Paradiso dove lui, come riportano alcuni abitanti del paese, spesso veniva per scrivere e trascorrere momenti rilassanti.
Infatti, questa parte di percorso è a lui dedicata e come vedremo dai cartelli il sentiero in questo tratto porta il suo nome. Da specificare che il vero percorso dedicato al Carducci è solo un tratto di circa 1,5/2 km ed è quello che va alla zona di località "Macetona" riportata in varie scritture ma attualmente privata, idem le famose panchine di scrittura principali (nelle foto dell'allegato) anch'esse di proprietà privata da parte di Signori Inglesi. Ma probabilmente nel tempo, ampliando varie sentieristiche, questa nomea è stata sfruttata per valorizzarne ancor di più le zone.
Questo è anche il punto esatto di ricongiungimento con la "Via Francigena".
La trentasettesima tappa lunga 29 km che parte da Radicofani ed arriva ad Acquapendente.
Come precedentemente scritto la percorreremo per qualche km tutto in panoramica e in discesa fino ad arrivare alla “Cappellina di Santa Elisabetta” e al borgo “La novella”.
La Chiesetta risale all’anno mille e fu consacrata a Sant’ Antonio Abate, protettore degli animali qui ogni anno viene fatta la benedizione degli animali.
Sull’ altro lato della strada si trova un vecchio forno risalente al 1.500 e dentro venivano cotti pane e arrosti.
Altre poche centinaia di metri avanti incrociamo il nostro fiume Rigo da superare due volte attraversando piccoli guadi al momento anch’essi contenenti pochissima acqua per il periodo.
Riprendiamo un percorso in leggera salita fino ad arrivare alla località "Il Puntaccio" che ci riporta alla periferia del paese offrendoci la parte panoramica, questa volta lato San Casciano dei Bagni e Trevinano.
Poi, prima scendendo in località "La fonte" e poi risalendo per qualche centinaio di metri rientreremo al punto di partenza.
Qui chi vorrà potrà fare un piccolo giro all’interno del paese molto caratteristico dove poter osservare da fuori, perchè anche quella purtroppo diventata privata, la casa del Carducci con la targa esposta ed anche la famosa cisterna al centro della piazza del paese. girando la ruota si mette in moto un sistema a bicchierini che porta l' acqua in superficie. da visitare anche la torre.
Ed anche quello più famoso di San Casciano oppure un piacevole e “duraturo” bagno nei famosi "Vasconi" poco distanti circa 3 km.
I Vasconi di San Casciano dei Bagni (SI) sono antiche vasche termali libere e gratuite. Alimentate da sorgenti solfato-calciche-magnesiache a circa 39 gradi la seconda e 41 gradi la prima che permettono bagni rilassanti all'aperto tutto l'anno.
Adiacenti al sito archeologico del Bagno Grande, noto ultimamente per il ritrovamento di bronzi etrusco-Romani, (statue ed arti in bronzo lasciati come ringraziamento per le guarigioni ricevute)
Qui hanno fatto bagni imperatori e consoli.
Chi volesse approfondire le tante cose può, come le volte precedenti, leggere o stampare il solito allegato contenente tutte le varie curiosità dell’escursione e della zona.
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