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Descrizione: Il 1 novembre 1926 fu inaugurata la Ferrovia Spoleto-Norcia, opera ardita, considerata un capolavoro di ingegneria ferroviaria alpina in ambiente appenninico dei due ingegneri svizzeri Erwin Thomann e Paul Basler (Società Subalpina di Imprese ferroviarie), che impresse un enorme progresso per la mobilità del territorio.
La nostra escursione coincide quindi esattamente con il suo CENTENARIO ! ---
"Era il 31 Luglio del 1968 quando il Min. dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro ne decretava la chiusura, inserendola così nella triste lista delle
ferrovie dismesse. Dopo pochi mesi non c’erano più binari, né traversine, né sovrastrutture; tutto smantellato.
Restavano, quasi attoniti, il paesaggio agreste, i casolari isolati, i paesi di pietra, le persone, che il trenino sembrava, appena 42 anni prima, aver sorpreso nel loro isolamento e divertito, mentre saliva e scendeva
sferragliando, giocando ad apparire e sparire, incuneandosi nella montagna e saltando le valli. Poi il mondo si è messo a correre. Non solo le persone, ma anche le case ed i paesi oggi non sembrano più gli stessi. Ma restano le gallerie, gli arditi ponti, i cavalcavia di pietra, le piccole stazioni, tutto ancora perfettamente integrato in quella natura, una
architettura da patrimonio dell’umanità" (M. Ragni) --- In memoria di questo evento, dopo aver parcheggiato le auto, visiteremo il MUSEO della Ferrovia, istituito all'interno della Stazione capolinea di Spoleto, accolti dal suo direttore Luigi Fasciglione che poi ci accompagnerà anche nella camminata. --- L'ESCURSIONE si svolgerà per circa 8 km., lungo il comodo tracciato un tempo percorso dal trenino, fino alla stazioncina di Caprareccia. --- Partendo da Spoleto, subito dopo la sbarra di inizio percorso (330 m.slm). proseguiamo fino al casello di Cortaccione e poco dopo attraversiamo la prima corta galleria (57 m.), che immette direttamente su un altissimo viadotto, il ponte di Cortaccione (120 m.), da cui si può godere l'ampia vista della pianura tra Spoleto e Assisi e la corona dei monti circostanti. Si attraversa poi una seconda breve galleria (43m.). Qualche metro dopo il cippo che indica il km.4, la ferrovia entra all’interno della Tenuta di Matrignano dei Pucci della Genga, passando di fronte al casello di Matrignano. Prosegue poi fin sotto al viadotto di Caprareccia per poi aggirare il colle con il caratteristico ‘giretto’ elicoidale, fino a ritrovarsi, inaspettatamente, sopra al viadotto stesso, sul panoramico ponte di Caprareccia (146 m.), diventato quasi il simbolo di quest'opera ingegneristica montana. Al termine del ponte si apre l'ampio piazzale della omonima stazioncina (625 m. slm.) sita al km.8 della ferrovia.
--- Al termine, come da tradizione fin dal 2010, tra i colori autunnali sul prato di Maria Rita (casa ancora terremotata) consumeremo i nostri pranzi al sacco culminanti con la CASTAGNATA e il vino rosso (offerti dalla casa) e con gli eventuali dolci portati da gentili signore.
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